ASSOCIAZIONE

CHI SIAMO

Il Centro di Ricercazione per la Prevenzione dell’Antisocialità (C.R.P.A.), costituito nel 2017 per volontà di un gruppo di professionisti provenienti da campi professionali differenti, è una struttura di ricerca che svolge attività di ricerca e formazione a più livelli nell’ambito della prevenzione dell’Antisocialità. Gli specialisti di diversa formazione ed orientamento che operano nel centro (Architettura, Biologia, Chimica, Scienze Informatiche, Criminologia, Psicologia, Economia, Ingegneria, Geografia, Urbanistica, Matematica, Medicina, Sociologia, Statistica e ricercatori internazionali) possono adoperarsi sia individualmente sia come gruppo, a seconda delle diverse esigenze sociali e criminologiche, seguendo una metodologia in costante aggiornamento.

MISSIONE e VALORI
  • Il Centro di Ricercazione per la Prevenzione dell’Antisocialità (C.R.P.A.) è un’Associazione professionale di specialisti provenienti da vari settori che si è costituita sulla base di una progettualità condivisa dai soci fondatori:
  • Promuovere una ricerca multidisciplinare in materia di Antisocialità e sicurezza, coinvolgendo figure professionali provenienti da contesti accademici e professionali disparati con il comune interesse in materia di prevenzione e riduzione della criminalità.
  • Usufruire della pluralità delle esperienze dei soci in materia di Antisocialità e di possibili tecniche preventive della stessa.
  • Studiare approfonditamente il fenomeno dell’Antisocialità adottando molteplici e complementari prospettive empiriche.
  La scienza del crimine è rivolta a tutto ciò che può ridurre la criminalità (micro e macro). Più formalmente, la scienza del crimine è l’applicazione di una metodologia e conoscenza scientifica proveniente da varie discipline allo sviluppo di metodi pratici ed etici di riduzione del crimine. Approfondendo questa definizione, la scienza del crimine ha le seguenti caratteristiche:
  • Riduzione del Crimine
Primo, il compito di tale scienza è quello di ridurre i tassi di criminalità. Questa riduzione può essere raggiunta attraverso la prevenzione dei crimini prima ancora che essi accadano, il bloccaggio di quelli già in essere, il rapido riconoscimento dei criminali dopo che i reati sono stati commessi ed infine la corretta gestione di criminali in fase detentiva/probatoria per ridurne il tasso di recidiva. Gli ‘scienziati del crimine’ sono attivamente coinvolti col settore pubblico (istituzionale), privato e con i professionisti sul campo per sviluppare ed applicare strategie rivolte alla riduzione del crimine.
  • Metodi Scientifici
Secondo, la scienza del crimine coinvolge l’applicazione di una conoscenza e metodologia scientifica. La scienza del crimine è un approccio ‘evidence-based’ (validata empiricamente) e ‘problem-solving’ (rivolta alla risoluzione del problema) che abbraccia la ricerca empirica. In altre parole, gli ‘scienziati del crimine’ esaminano chi commette il crimine e perché, che tipo di crimine è stato commesso, come i criminali hanno agito in relazione ad esso, il dove e quando ha avuto luogo. Successivamente, adottando una metodologia empirica, vengono collezionati i dati, si generano ipotesi in relazione ai trend e alla frequenza dei crimini analizzati con lo scopo di sviluppare modelli di riferimento per spiegare l’insorgenza e caratteristiche.
  • Approccio Multidisciplinare
Terzo, i metodi e le conoscenze richieste per ridurre il crimine possono provenire da numerose discipline. Infatti, la scienza del crimine è multidisciplinare, in particolare cerca di unire professionisti con competenze sociali e scientifiche per trovare nuovi modi per ridurre la criminalità. Architettura, Biologia, Chimica, Scienze Informatiche, Criminologia, Psicologia, Economia, Ingegneria, Geografia, Urbanistica, Matematica, Medicina, Sociologia e Statistica possono tutti collaborare per favorire una significativa riduzione del crimine.  

ORGANI STATUARI

Il consiglio direttivo è composto dalla Dottoressa Annamaria Mandese in qualità di Presidente, il Dottor Giacomo Salvanelli in qualità di Tesoriere e la Dottoressa Alessandra Millevolte in qualità di Segretario.  I Soci Fondatori dell’Associazione sono la Dottoressa Annamaria Mandese, il Dottor Giacomo Salvanelli, la Dottoressa Alessandra Millevolte, Il Dottor Piero Petrini e il Signor Luca Salvanelli.

STATUTO

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

” CENTRO DI RICERCAZIONE PER LA PREVENZIONE DELL’ANTISOCIALITA’ “

  

ART. 1 – (Denominazione, durata e sede)

E’ costituita, nel rispetto del Codice Civile, della Legge 383/2000 e della normativa in materia,    l’associazione << CENTRO DI RICERCAZIONE PER LA PREVENZIONE DELL’ANTISOCIALITA’>> con sede in via Friuli 9/a,  nel Comune di Ancona.

Il trasferimento della sede legale non comporta modifica statutaria, ma l’obbligo di comunicazione agli uffici competenti.

L’Associazione riveste carattere nazionale e può articolarsi in sezioni territoriali. Essa è retta dal presente statuto e dalle vigenti norme di legge in materia.

L’Associazione ha durata illimitata.

  ART. 2 – (Finalità)

L’associazione è apartitica, non ha scopo di lucro e svolge attività di promozione e utilità sociale. L’associazione ha come scopo di: attuare studi, ricerche,  attività di formazione, di divulgazione, di sensibilizzazione, di screening, di pubblicazione e ogni altra attività finalizzata alla prevenzione dell’antisocialità, allo scopo di promuovere la difesa del diritto del cittadino ad essere tutelato dalla deriva antisociale.

 Le finalità che si propone sono in particolare:

 a)effettuare studi e ricerche a livello nazionale ed internazionale, anche in collaborazione con enti, università e organismi di ricerca, in ambito (psico socioeconomico), antropologico, sociale, geoterritoriale, urbanistico, economico, statistico, informatico, clinico, criminologico, forense, avvalendosi delle metodologie più appropriate e in particolare  della metodologia metaanalitica, di quella sperimentale, della ricerca-azione

b)promuovere azioni di divulgazione e sensibilizzazione presso i cittadini e le istituzioni pubbliche e private, su tematiche inerenti alla prevenzione del crimine è più in generale delle forme di comportamento antisociale

c) organizzare attività di formazione e informazione su tematiche afferenti agli ambiti citati al punto a)

d) effettuare interventi di carattere psicodiagnostico finalizzati alla individuazione precoce di tratti antisociali in soggetti in età evolutiva e di funzionamenti familiari predisponenti alla antisocialità.

e) progettare interventi di recupero del tessuto socio ambientale in contesti urbanistici, scolastici, organizzativi

f) organizzare eventi pubblici (convegni, seminari, giornate di studio,ecc.) finalizzati alla promozione degli scopi associativi

g) partecipare a progetti in ambito nazionale ed internazionale che perseguano finalità affini a quelle associative

h) realizzare e diffondere pubblicazioni anche a carattere scientifico, frutto delle attività di studio e ricerche realizzate dalla Associazione e/o dai suoi soci.

  ART. 3 – (Soci)

Sono ammesse all’Associazione tutte le persone fisiche e le istituzioni che ne condividono gli scopi e accettano il presente statuto e il regolamento interno.

L’organo competente a deliberare sulle domande di ammissione è il Consiglio Direttivo. Il diniego va motivato.

Il richiedente, nella domanda di ammissione dovrà specificare le proprie complete generalità impegnandosi a versare la quota associativa.

Sono previste quattro categorie di soci: fondatori, ordinari, aderenti, onorari.

I soci fondatori sono i firmatari dell’atto costitutivo.

I soci ordinari sono coloro che, insieme con i soci fondatori, concorrono all’elaborazione progettuale del programma dell’associazione e allo sviluppo dell’attività. Come i soci fondatori, i soci ordinari hanno diritto di voto nelle assemblee sia ordinaria sia straordinaria, legittimazione attiva e passiva nella nomina delle cariche sociali, diritto di frequentare i locali sociali e di partecipare a tutte le attività dell’Associazione con l’obbligo di osservare le disposizioni del presente statuto e quelle regolarmente adottate dagli Organi sociali. E’ obbligo specifico dei soci ordinari apportare gratuitamente all’Associazione il proprio contributo intellettuale e professionale per il raggiungimento dei fini istituzionali. Gli stessi soci avranno diritto esclusivamente al rimborso delle spese effettivamente sostenute per l’attività svolta nella misura e nei tempo stabiliti dal Consiglio Direttivo. L’ammissione dei soci ordinari è deliberata, su domanda scritta del richiedente controfirmata da almeno due Soci fondatori o ordinari, dal Consiglio Direttivo. Contro il rifiuto di ammissione come socio è ammesso appello entro 30 giorni al Presidente del Consiglio Direttivo che ripropone al Consiglio Direttivo la candidatura, l’esito del verdetto è definitivo.

I soci aderenti sono quelli che fruiscono dei servizi dell’Associazione senza partecipare alla elaborazione progettuale del programma e allo sviluppo dell’attività; sostengono le attività dell’Associazione sottoscrivendo la quota associativa; si possono suddividere in altre categorie a seconda della quota sottoscritta come da regolamento interno approvato dal Consiglio Direttivo. Tali soci possono volontariamente e senza obbligo di continuità sostenere l’Associazione anche con piccoli contributi finanziari. L’ammissione dei soci aderenti è deliberata dal Consiglio Direttivo a seguito di domanda scritta del richiedente.  Hanno diritto di voto nelle assemblee sia ordinaria sia straordinaria, legittimazione attiva e passiva nella nomina delle cariche sociali, diritto di frequentare i locali sociali e di partecipare a tutte le attività dell’Associazione con l’obbligo di osservare le disposizioni del presente statuto e quelle regolarmente adottate dagli Organi sociali.

I soci onorari sono persone fisiche, di cittadinanza italiana o non, che notoriamente godono in campo nazionale o internazionale di chiara fama nel mondo scientifico, culturale e dell’insegnamento e che perciò sono ritenuti in grado di apportare all’Associazione contributi intellettuali di alto livello oppure sono coloro che hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell’attività associativa. I soci onorari vengono approvati dall’Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo. I soci onorari non sono obbligati a versare le quote associative.

Non è ammessa la categoria dei soci temporanei. La quota associativa è intrasmissibile.

 ART. 4 – (Diritti e doveri dei soci)

I soci hanno diritto di eleggere gli organi sociali e di essere eletti negli stessi.

I soci hanno diritto di essere informati sulle attività dell’associazione.

I soci devono versare nei termini stabiliti dal regolamento la quota sociale e rispettare il presente statuto e il regolamento interno.

I soci svolgeranno la propria attività nell’associazione prevalentemente in modo personale, volontario e gratuito, senza fini di lucro, anche indiretto, in ragione delle disponibilità personali.

Tutti i soci, all’atto dell’ammissione, impegnano a sottoscrivere lo Statuto, il Regolamento e il Codice Deontologico e a rispettarlo per tutta la durata della loro permanenza in qualità di associati.

  ART. 5 – (Recesso ed esclusione del socio)

Il socio può recedere dall’associazione mediante comunicazione scritta al Consiglio Direttivo che ne darà comunicazione all’Assemblea.

Il recesso dall’associazione non dà diritto alla restituzione della quota già versata.

Il socio che contravviene ai doveri stabiliti dallo Statuto, dal Regolamento e dal Codice Deontologico può essere escluso dall’Associazione.

L’esclusione è deliberata dall’Assemblea con voto segreto.

Il socio in questione ha facoltà di proporre all’Assemblea per iscritto le proprie giustificazioni.

ART. 6 – (Organi sociali)

Gli organi dell’associazione sono: Assemblea dei soci, Consiglio direttivo, Presidente, Revisore dei conti. Tutte le cariche sociali assunte da soci sono a titolo gratuito.

  ART. 7 – (Assemblea)

L’Assemblea è l’organo sovrano dell’associazione ed è composta da tutti i soci.

E’ convocata almeno una volta all’anno dal Presidente dell’associazione o da chi ne fa le veci mediante avviso scritto da inviare almeno 20 giorni prima di quello fissato per l’adunanza e contenente l’ordine del giorno dei lavori. L’avviso scritto può essere inviato anche per posta elettronica, fax, messaggistica telefonica, all’indirizzo o numero telefonico comunicato dal socio.

L’Assemblea è inoltre convocata a richiesta di almeno un decimo dei soci o quando il Consiglio direttivo lo ritiene necessario.

L’Assemblea può essere ordinaria o straordinaria. E’ straordinaria quella convocata per la modifica dello statuto e lo scioglimento dell’associazione. E’ ordinaria in tutti gli altri casi.

  ART. 8 – (Compiti dell’Assemblea)

L’assemblea deve:

  1. approvare il rendiconto conto consuntivo e preventivo;

  2. fissare l’importo della quota sociale annuale;

  3. determinare le linee generali programmatiche dell’attività dell’associazione;

  4. approvare il regolamento interno;

  5. deliberare in via definitiva  sulla esclusione dei soci;

  6. eleggere il Consiglio Direttivo;

  7. deliberare su quant’altro demandatole per legge o per statuto, o sottoposto al suo esame dal Consiglio direttivo.

  ART. 9 – (Validità Assemblee)

L’assemblea ordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione se è presente la maggioranza degli iscritti aventi diritto di voto, in proprio o in delega; in seconda convocazione, da tenersi anche nello stesso giorno, qualunque sia il numero dei presenti, in proprio o in delega.

Non è ammessa più di una delega per ciascun aderente.

Le deliberazioni dell’assemblea ordinaria vengono prese a maggioranza dei presenti e rappresentati per delega, sono espresse con voto palese tranne quelle riguardanti le persone e la qualità delle persone (o quando l’Assemblea lo ritenga opportuno).

L’assemblea straordinaria  è regolarmente costituita in prima convocazione se è presente la maggioranza degli iscritti aventi diritto di voto, in proprio o in delega; in seconda convocazione, da tenersi anche nello stesso giorno, qualunque sia il numero dei presenti, in proprio o in delega. Essa approva eventuali modifiche allo statuto con decisione deliberata a maggioranza dei presenti; scioglie l’associazione e ne devolve il patrimonio col voto favorevole di ¾ dei soci.

ART. 10 – (Verbalizzazione)

Le discussioni e le deliberazioni dell’assemblea sono riassunte in un verbale redatto dal Segretario e sottoscritto dal Presidente.

Ogni socio ha diritto di consultare il verbale e di trarne copia.

  ART. 11 – (Consiglio direttivo)

Il Consiglio direttivo è composto da tre membri eletti dall’assemblea. Il Consiglio nomina nel proprio seno un Presidente, un Segretario e un Tesoriere.

 Il Consiglio direttivo è validamente costituito  quando sono presenti tutti i componenti. Esso delibera a maggioranza dei presenti.

Il Consiglio direttivo compie tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione non espressamente demandati all’Assemblea; redige e presenta all’assemblea il rapporto annuale sull’attività dell’associazione, il rendiconto consuntivo e preventivo.

Il Consiglio direttivo dura in carica per tre anni e i suoi componenti possono essere rieletti per tre mandati consecutivi.

Ove nel corso dell’esercizio venisse per qualsiasi causa a cessare un Consigliere, rimanendo in carica la maggioranza del Consiglio, i Consiglieri superstiti coopteranno sempre tra i soci fondatori e ordinari il sostituto che resterà in carica fino alla successiva assemblea ordinaria.

Il Consiglio si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario o che ne sia fatta richiesta da almeno due dei suoi membri e comunque almeno una volta all’anno per deliberare in ordine al rendiconto preventivo e consuntivo e all’ammontare della quota sociale.

Il Consiglio Direttivo può riunirsi per audio/video conferenza a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati e sia loro possibile seguire la discussione, esaminare, ricevere e trasmettere documenti e intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti esaminati.

  ART. 12 – (Presidente)

Il Presidente ha la legale rappresentanza dell’associazione, presiede il Consiglio direttivo e l’assemblea; convoca l’assemblea dei soci e il Consiglio direttivo sia in caso di convocazioni ordinarie che straordinarie.

ART. 13 – (Segretario)

Il Segretario redige i verbali e ne cura la conservazione, custodisce l’archivio, cura l’elenco dei soci e dà  esecuzione ai deliberati dei vari organi dell’Associazione.

  ART. 14 – (Tesoriere)

Il Tesoriere ha le seguenti competenze: a) gestisce i valori, b) controlla i versamenti dei Soci, c) tiene la contabilità, d) redige i rendiconti consuntivi e preventivi e li sottopone al Consiglio Direttivo.

  ART. 15 – (Revisore dei conti)

Il Revisore dei Conti viene nominato dall’Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo e può anche essere persona esterna all’Associazione. Dura in carica tre anni. A lui è demandato il controllo della gestione finanziaria, con obbligo di riferirne al Consiglio Direttivo.

  ART. 16 – (Risorse economiche)

Le risorse economiche dell’associazione sono costituite da:

  1. quote e contributi degli associati;  

  2. lasciti, donazioni e legati;  

  3. contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;  

  4. contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali;

  5. entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;

  6. proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;

  7. erogazioni liberali degli associati e dei terzi;

  8. entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;

  9. altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale.

 

I proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi tra gli associati, anche in forma indiretta.

L’associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione.

L’associazione ha l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali.

ART. 17 – (Rendiconto economico-finanziario)

Il rendiconto economico-finanziario dell’associazione è annuale e decorre dal primo gennaio di ogni anno. Il conto consuntivo contiene tutte le entrate e le spese sostenute relative all’anno trascorso. Il conto preventivo contiene le previsioni di spesa e di entrata per l’esercizio annuale successivo. Il rendiconto economico-finanziario è predisposto dal Consiglio direttivo e approvato dall’assemblea generale ordinaria con le maggioranze previste dal presente statuto, depositato presso la sede dell’associazione almeno 20 gg. prima dell’assemblea e può essere consultato da ogni associato. Il conto consuntivo deve essere approvato entro il 30 aprile dell’anno successivo alla chiusura dell’esercizio sociale.

  ART. 18 – (Scioglimento e devoluzione del patrimonio)

Come previsto dalla normativa che regola la materia associativa, in caso di cessazione dell’attività dell’Ente, il Presidente avrà l’onere di convocare una riunione straordinaria del Consiglio Direttivo con modalità ufficiali e congruo preavviso. Nell’ordine del giorno deve essere indicata la disamina della “Cessazione dell’attività dell’Associazione”. A seguito dell’assemblea del Direttivo, la medesima questione dovrà essere presentata all’assemblea dei soci che, in caso di parere favorevole della maggioranza indicata dall’Articolo 9 dello Statuto, procederà alla delibera della Cessazione dell’Associazione, che sarà verbalizzata dal Segretario e ratificata dal Direttivo e dai soci per gli adempimenti di legge.

In seguito della cessazione dell’attività associativa i soci aventi diritto di voto dovranno provvedere a:

  1. Approvare l’ultimo rendimento economico-finanziario

  2. Decidere attraverso quali modalità devolvere eventuali utili e/o avanzi di gestione interpellando l’Organismo di Controllo di cui all’Art. 3, Comma 190 della Legge 23 dicembre 1996 n° 662, fermo restando il divieto assoluto di distribuire in forma diretta o indiretta utili, beni mobili, immobili e/o avanzi di gestione.

  3. Conferire al Presidente in carica il mandato di effettuare in nome e per conto dei soci tutte le comunicazioni di legge tra le quali l’invio telematico del modello AA5/6 e la chiusura del Conto Corrente.

ART. 19 – (Disposizioni finali)

Per tutte le fattispecie non espressamente previste dal presente statuto sono valide le disposizioni previste dalla normativa vigente in materia.

Firmato:

Sig.a Annamaria Mandese _________________________

Sig.a Alessandra Millevolte _________________________

Sig. Piero Petrini _________________________

Sig. Giacomo Salvanelli _________________________

Sig. Luca Salvanelli _________________________

REGOLAMENTO  

Partner Tecnico del MISAP (Multidisciplinary Institute for Security management and Antisociality Prevention)